Riflessioni S14

14×01 Break down the house

La dolorosa ironia per i medici è che spesso dobbiamo farvi stare peggio per guarirvi. Se un osso non guarisce uniformemente dobbiamo romperlo di nuovo. Se la cicatrice è troppo spessa dobbiamo raschiarla via e creare una nuova ferita. Vi facciamo a pezzi per ricostruirvi.

Studiamo medicina perché vogliamo imparare a riparare ciò che è rotto. Ma presto impariamo che a volte dobbiamo peggiorare la situazione prima di poterla migliorare. E’ rischioso e spaventa tanto i dottori quanto i pazienti ma di solito ne vale la pena. Tu ottieni una seconda opportunità di vita e noi abbiamo la consapevolezza di averti dato quest’ opportunità. Vinciamo tutti. Quando funziona.

 

14×02 Get off on the pain

C’è un detto che sentiamo sempre in ospedale, dice: “Il dolore è inevitabile, la sofferenza facoltativa”, ma dubito che l’inventore abbia mai subito interventi chirurgici importanti. O forse non parlava del dolore fisico, magari si riferiva ad un altro genere di dolore, quello peggiore. Forse si riferiva a quel dolore violento, bruciante e ribollente che ti dice che sei un fallito ed un incompetente. “La sofferenza è facoltativa”. Quella persona non sapeva di cosa stava parlando. In quanto chirurghi cerchiamo di eliminare il dolore. In quanto umani, cerchiamo di evitarlo come la peste. Quando non possiamo evitare il dolore, cerchiamo di capirlo con delle piccole ed insignificanti citazioni che ce lo facciano accettare, come “la sofferenza è facoltativa” oppure “il tempo guarisce le ferite”… e la mia preferita: “Ogni dolore ha uno scopo”. Dio, spero che questa sia vera.

 

14×03 Go big or go home

Ora vi rivelerò un segreto. I medici non sono degli dei. Ci piace farvi pensare che abbiamo tutte le risposte. Dovete fidarvi abbastanza per farvi aprire in due e farci giocare con le vostra interiora. Quindi è meglio che crediate che sappiamo ciò che facciamo. E’ meglio non sapere che, come voi, siamo ansiosi, insicuri, arrabbiati. Dovete lasciarci intervenire su di voi con un bisturi quindi è meglio che non sappiate che, proprio come voi, siamo dei disastri. Ma allora, come facciamo? Come facciamo a salvare vite quando le nostre potrebbero andare a rotoli? Beh, per iniziare non operiamo mai senza avere un assistente. Analizziamo il caso, lavoriamo in squadra e accettiamo il fatto di non doverlo affrontare da soli.

 

14×04 Ain’t that a  kick in the head  – voce narrante di Amelia

Ci sono cento miliardi di neuroni nel cervello umano che formano e riformano collegamenti. Ci aiutano nei calcoli matematici, ci ricordano di prendere le chiavi, la voce di nostro padre… lavorano intensamente e in continuazione. Quindi, quando il cervello è difettoso, necessita di un gran bel lavoro di ricablaggio. E non c’è margine d’errore.
Quando subisci un’operazione, la tua paura è quella di non risvegliarti. Ma quando l’operazione è al cervello, la paura è quella di svegliarti ma di non essere più in te quando succederà.
Il problema di questi collegamenti è che capisci che sono sbagliati solo quando ormai è troppo tardi. Quindi bisogna stare molto attenti con i nostri legami. Necessitano tempo, cure, attenzioni, di impegno e determinazione. Ricolleghiamo tutto il possibile nel modo più accurato possibile. Poi possiamo solo pregare Dio di aver fatto la cosa giusta