intervista a Kate!

Sono passati 10 anni da quando il Dr Addison Montgomery ha lasciato il Seattle Grace Hospital per  “Private Practice,” ma Kate Walsh dice di pensare a “Grey’s Anatomy” ogni giorno. Walsh interpreta una madre in lutto nella nuova serie Netflix  “13 Reasons Why” .

Oltre a questo show, la Walsh ha avuto un anno molto impegnativo con i suoi ruoli nel thriller di  Liam Neeson  “Felt,” la commedia “Girls Trip” e la serie  Pop  “Get in My Van,” di cui è anche produttrice.

 

Attualmente la Walsh sta recitando a New York nello spettacolo “If I Forget” , ma ha trovato il tempo di parlare con Variety.

Attualmente la Walsh sta recitando a New York nello spettacolo “If I Forget” , ma ha trovato il tempo di parlare con Variety.

 TV, film, e teatro: cosa preferisci tra questi tre ?

Credo che ognuno di essi sia divertente per varie ragioni. Recitare in una serie di 13 episodi  come   “13 Reasons Why,” è  come in  “Fargo.” E’ un pò come fare un libro perchè ti permette di esplorare un personaggio, e questo è un lusso. Con un film è diverso. La cosa interessante di quest’ultimo anno è che mi sono sentita come su un aeroplano, o che stessi viaggiando molto di più di quanto non rimanessi sul set. E’ stato incredibile passare da  “Felt,” il film di  Liam Neeson dove interpreto un’ubriacona dell’ FBI , a “13 Reasons,” dove sono una madre in lutto, e poi andare a New Orleans per interpretare  questo personaggio volgare “vietato ai minori” in “Girls Trip.” E’ stato divertente fare questa sorta di esperienza schizofrenica con tutti questi ruoli.

E’ difficile per un attore saltare tra vari tipi di personaggi da una settimana all’altra, oppure aiuta ?  

Credo che aiuti, o almeno così è per me . E’ catartico e in un certo senso aiuta perchè puoi lasciare il personaggio di  Olivia Baker di “13 Reasons Why” nella Bay Area e salire sull’aereo e “spogliarti” di lei per un pò. Anche quando stavo andando da  L.A. alla Bay Area, non diventavo lei fino a quando non scendevo dall’aereo, anch se devo dire che tra Burbank e Oakland, stavo un pò male e pensavo “ci siamo di nuovo”, perché era davvero una situazione molto difficile e volevo davvero onorare i genitori che hanno dovuto affrontare questa terribile e inimmaginabile esperienza nella loro vita. Con l’aiuto di registi come  Tom McCarthy e Brian Yorkey, e tutti gli incredibili autori e registi, son stata in grado di farlo. E’ stato importante per me poter lascire tutto ciò lì, e non dovermelo portare dietro per 7 mesi.

Cosa di questo personaggio in  “13 Reasons Why” ti ha attratto maggiormente?

Essenzialmente due sono stati i fattori che mi hanno fatto decidere. La storia e il personaggio, e talvolta una cosa mette in ombra l’altra. Qualche volta mi dico , “questa è una grande storia, anche se il ruolo non è un granchè” e le persone che ci lavorano sono incredibili. E’ andata così, il copione era avvincente, era scritto benissimo. Ho parlato al telefono con Tom [McCarthy] e Brian [Yorkey] e gli ho chiesto che cosa volessero, perchè non sapevo se fosse una sorta di storia ambientata alle scuole superiori e quanto spazio ci fosse per il mio personaggio. Loro mi hanno detto di quanto fosse importante coinvolgere anche il mondo degli adulti e dei genitori, e di quanto questa loro esperienza avrebbe fatto parte della storia. Tra l’altro conoscevo già Tom, ha molto talento e aveva vinto già dei premi e Brian aveva vinto un Pulizer, avevo molta fiducia in loro e mi piaceva la storia, ma ho riflettuto a fondo se accettare o no questo ruolo perchè era molto pesante. E’ stato bellissimo volare avanti e indietro nel mondo e entrare e uscire dal ruolo di questa madre, per poi andare a bere un bicchiere di vino a Napa e interpretare il folle personaggio di   “Girls Trip” — una catarsi.

C’è stato un momento gratificante mentre giravi o quando hai finito ? 

Oh certo, dopo che abbiamo girato una delle scene finali, era come essere parte di un’opera musicale. E’ stato estremamente gratificante perchè ho sentito di aver fatto bene il mio lavoro. E’ stata un’esperienza meravigliosa anche perchè avevo fiducia nelle persone con cui stavo lavorando. Adoro lavorare con attori di talento. Vengo dal teatro di Chicago, che si basa molto sulla coralità delle rappresentazioni e sull’essere a servizio di una storia e dei tuoi colleghi attori , mi piace molto questo. Perciò per poter recitare davvero con  Katherine [Langford], Kyle [Patrick Alvarez] e Tom [McCarthy], è stato davvero fantastico lasciarsi andare e avere fiducia nel lavoro degli altri.

 “Grey’s Anatomy” si sta dirigendo verso la sua 14ma stagione e tu sei stata una dei suoi primi veterani, quando entrasti alla fine della Stagione 1. Avresti mai immaginato che questo show sarebbe stato così longevo, e avrebbe continuato ad avere la stessa popolarità di quando è cominciato?

No, non c’è giorno che non ci pensi perché è stato come una famiglia. Ci penso come pensi alla tua famiglia o alla tua casa quando ti  trasferisci. Mi dico “wow, c’è ancora”. Penso a Ellen [Pompeo] e al fatto che sta facendo la regia, penso all’evoluzione di tutti i miei amici come Shonda [Rhimes], Katie [Heigl], e Isaiah [Washington]. Penso sempre a tutti loro . Anche se faccio l’attrice da molto tempo, quella è stata veramente una grande opportunità e non si poteva immaginare che avrebbe continuato così. Era previsto solo che fossi un personaggio ricorrente perché avevo un altro pilot che poi non è partito, così è finita che sono tornata nella serie ed eccomi qua. E ora vedere  Shonda e Betsy [Beers], l’incredibile socia di Shonda, ancora all’ opera, è eccitante. Potrà sembrare banale, ma non c’è giorno che non pensi a qualcuno di loro.

 

a cura di Claudia

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