Sandra Oh ha aspettato trent’anni per una serie come Killing Eve!

L’8 Aprile è andata in onda la prima puntata di Killing Eve, la nuova serie con Sandra! 
Vanity Fair l’ha intervistata ed hanno parlato anche del suo passato!

L’attrice si confida sulla nuova serie thriller, la sua carriera dopo Grey’s Anatomy, ed i suoi pensieri sull’eroica negoziazione di salario di Ellen Pompeo.

Greys Anatomy Italia

 

Quattro anni dopo aver lasciato Grey’s Anatomy, Sandra Oh ha aspettato. Ha aspettato che arrivassero delle offerte, copioni intriganti che potessero prendere vita nelle mani del suo talento vincente da Golden Globe. Certo, ha lavorato come attrice qui e lì; un ruolo principale in Catfight, un ruolo secondario impertinente nella commedia Tammy, un arco di episodi nella serie drammatica American Crime, qualche commedia. Ma nulla di comparabile a Cristina Yang, il sarcastico chirurgo che ha interpretato in Grey’s per quasi un decennio – una performance straordinaria che ha trasformato l’attrice coreana – canadese in un marchio di fabbrica, e che le ha fatto guadagnare cinque candidature di fila agli Emmy. La mancanza di offerte sicure era dolorosa, ha detto la Oh. 

 

La visibilità è una delle cose più importanti che l’hanno guidata. Per molto tempo, Cristina Yang è stato il più popolare, non stereotipato personaggio asiatico in televisione, un’eredità che la Oh affronta ogni giorno. “I giovani asiatici che sono alla mia altezza hanno delle precise vibrazioni, ed io le ricevo e le capisco, e mi emoziono soltanto a parlarne,” ha detto. “Sono qui per voi. E continuerò a fare qualsiasi cosa io possa fare per riempire quel qualcosa di cui avete bisogno ora, che ancora non abbiamo come comunità.”

 

Ma serie come Grey’s sono ancora un’eccezione. L’ago della bilancia si è spostato molto lentamente per quanto riguarda la rappresentanza di est e sud asiatici nella tv americana – e per quanto riguarda i film si è mossa ancora più lentamente. La Oh, da parte sua cerca di trovare dei sistemi per l’inclusione nei progetti a cui lei lavora. In Grey’s, ha notato che gli attori  bambini e adolescenti tendono ad essere sia neri che bianchi; da ex attrice adolescente, la Oh dice che esortò i precedenti show – runners ad ingaggiare una fascia più diversificata di giovani talenti. Ha detto la sua allo stesso modo sul set di Killing Eve. Quando comincerà la nuova stagione – la serie è stata rinnovata prima che andasse in onda il primo episodio – spera che l’inclusione si estenderà anche dietro la cinepresa. “È una cosa vitale,” ha spiegato.

 

Adesso la Oh è a proprio agio nel mostrare il suo potere da star su un set, [e] non è necessariamente interessata ad aggiungere ulteriori didascalie alla sua carriera di attrice.  Diversamente da molti suoi pari nel panorama in continua espansione della televisione, non ha richiesto opportunità per scrivere, dirigere o produrre (sebbene sia produttrice associata di Eve). Lei ignora le cose di ogni giorno; lascia che gli editor facciano il loro lavoro. C’è quasi una punta spartana nella sua disciplina – che l’ha distinta, dice, dalla sua ex co – protagonista in Grey’s, Ellen Pompeo, la quale recentemente ha guadagnato applausi per aver detto al The Hollywood Reporter della sua decisione di svoltare verso la produzione, e della sua battaglia per negoziare un salario più alto. La Oh era tra quella componente di fan: “Capisco completamente e ricordo quella battaglia per lei,” ha detto. “È un’ottima cosa che il cerchio si sia chiuso. Che lei ora si senta bene.”

 

Quando il soggetto si sposta naturalmente sulla sua negoziazione del salario in Grey’s, la Oh fa una lunga pausa pregnante di significato. “Non la vedo allo stesso modo, per quanto riguarda la mia esperienza…è complicato,” ha detto, lasciando cadere la parola come se pesasse una tonnellata. “È molto complicato, capisci cosa intendo? La miglior risposta per questa cosa è Rashomon” – il thriller del 1950 di Akira Kurosawa che segue vari testimoni e sospettati i quali danno ognuno una versione differente di cosa fosse successo alla vittima di omicidio.

 

La Oh adesso è su un nuovo baratro. Pensa molto al potere: come accedervi, come esercitarlo. Come proteggere la sua carriera scegliendo accuratamente i progetti, anche quando la offerte sono scarse.

“I quattro anni di attesa li ho impiegati  facendo le cose che amo…è stata una mia scelta fare tre commedie. Sapete che è stata una mia scelta fare American Crime?” ha detto. “In questo momento essere capaci di fare le proprie scelte può portare ad una più grande opportunità. Penso che sia importante ciò a cui puoi dire no e ciò a cui puoi dire sì.”

 

Fa un grande sorriso, pensando che Killing Eve è all’orizzonte.

 

“Penso che ne sia valsa l’attesa.”

 

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